Aggiornamento 2026: cosa cambia col Decreto Omnibus sul fringe
Fringe benefit auto in uso promiscuo, regole 2026. Per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 il valore tassato in busta paga è una quota del costo chilometrico ACI su una percorrenza convenzionale di 15.000 km/anno, al netto di quanto eventualmente trattenuto al dipendente: 10% per le elettriche (BEV), 20% per le ibride plug-in (PHEV), 50% per gli altri motori. Dal periodo d'imposta 2026 il Decreto Omnibus aggiunge due maggiorazioni sul valore così calcolato: +50% per i veicoli oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione (dal 1° gennaio successivo) e, sul valore eventualmente già maggiorato, +5% per gli optional non compresi nelle tabelle ACI e non pagati direttamente dal dipendente. Le percentuali base restano invariate.
Fonti: art. 51, c. 4, lett. a) TUIR come modificato dalla L. 207/2024 (art. 1, c. 48); D.Lgs. 7 agosto 2026 n. 148 (Decreto Omnibus), art. 2, GU n. 185 dell'11/08/2026, SO 30/L; Agenzia delle Entrate, Risposta n. 14/2026.
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Se l'auto è assegnata al dipendente in uso promiscuo per almeno 183 giorni l'anno, il canone è deducibile al 70% senza il tetto dell'art. 164 che colpisce le auto non assegnate, con IVA detraibile al 40%. Se invece il mezzo resta strumentale nel pool aziendale, la deducibilità sale al 100%. Sul canone, il grosso del costo torna indietro come componente deducibile: una berlina ibrida a catalogo parte da 265 €+IVA al mese, e il conto esatto dipende dal modello e dall'aliquota della tua società.
Perché il fringe benefit ibrido è al 50%?
La Circolare AdE 10/E 2025 mette le ibride mild e full tra le "altre motorizzazioni": fringe benefit al 50%, come benzina e diesel. Il calcolo è quello convenzionale (costo chilometrico ACI del modello per i 15.000 km annui di riferimento, moltiplicato per l'aliquota), ma è l'aliquota a fare la differenza: sulla stessa auto la PHEV tassa il 20% e la BEV il 10%. Per un dipendente con auto assegnata, passare da una full hybrid a una PHEV più che dimezza il reddito figurativo in busta paga.
Cosa cambia nel 2026 per il full hybrid in flotta?
Nel 2026 il quadro resta quello fissato per le assegnazioni dal 1° gennaio 2025: il full hybrid e il mild hybrid rientrano tra le "altre" alimentazioni, tassate al 50% del costo ACI sui 15.000 km convenzionali, esattamente come benzina e diesel. Solo il plug-in scende al 20%, l'elettrica al 10%.
Qui casca l'errore che vediamo più spesso. Il badge "hybrid" sul portellone non conta: una full hybrid e una mild hybrid pagano il fringe come una termica, senza alcuno sconto. Prima di assegnare l'auto al dipendente, controlla sul libretto se è davvero un plug-in che si ricarica alla presa o una ibrida che si ricarica solo da sé. Sul reddito figurativo del driver la differenza tra 50% e 20% pesa ogni mese in busta paga. Tra le ibride a catalogo trovi modelli come Fiat 500, Toyota Aygo, Ford Puma: per ciascuno il canone netto (+IVA) è nel preventivo.
Quali ibride sono top per le flotte aziendali?
Toyota Corolla (berlina), Yaris Cross (crossover compatto), Nissan Qashqai e-Power (SUV medio), Honda CR-V e:HEV (SUV grande). Full hybrid preferito per agenti e manager medium.
Meglio ibrido o PHEV per la flotta?
L'ibrido ha il canone più basso dei due e consumi competitivi, ma sconta il fringe al 50%. La PHEV costa di più al mese, però il fringe scende al 20%: sul reddito figurativo del dipendente il risparmio annuo è consistente e, per chi ha un'aliquota alta, arriva a coprire il maggior canone in tempi ragionevoli. La scelta dipende dall'aliquota del driver e da quanto usa davvero la ricarica. Vedi PHEV aziende.
Car policy mista per ottimizzare flotta
Pattern ottimale 2026: Corolla/Yaris Cross per manager mid (full hybrid), PHEV per agenti commercio con tratte miste, BEV per city manager con ricarica. Mix che ottimizza TCO + fringe benefit dipendenti.
Durata ottimale flotta ibrida
48 mesi per abbassare canone; batteria ibrida durevole 10+ anni. 36 mesi per manager mid/senior con turnover più alto.