Aggiornato al 12/09/2026 · di Giovanni Lifavi

Ricarica dell'auto elettrica aziendale: il fisco dei rimborsi

La ricarica dell'auto elettrica aziendale ha un trattamento fiscale che sorprende molti: l'energia è già dentro il fringe benefit, ma se l'azienda rimborsa al dipendente la ricarica fatta a casa, quel rimborso è tassato. La ricarica alle colonnine pubbliche con carta aziendale, invece, non pesa sul dipendente. Sono distinzioni decise dall'Agenzia delle Entrate che conviene conoscere prima di impostare le regole. Dati aggiornati al 12 settembre 2026.

Risposta rapida

Per l'auto elettrica aziendale in uso promiscuo, il costo dell'energia è già compreso nel fringe benefit forfettario. Il rimborso della ricarica fatta a casa dal dipendente è però un rimborso di spese tassato come reddito, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 421/2023 sul portale ufficiale; la ricarica a colonnine pubbliche con card aziendale, invece, non costituisce fringe.

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L'energia è già compresa nel fringe

Il fringe benefit dell'auto in uso promiscuo è un valore forfettario: si calcola sul costo chilometrico ACI, che comprende già tutte le spese di utilizzo del veicolo, carburante o energia inclusi (art. 51 del TUIR). Questo vale anche per l'elettrica: l'energia per muoverla è considerata dentro quel forfait, non è una voce da aggiungere a parte.

Da qui nasce il nodo: se l'energia è già nel fringe, un rimborso separato della ricarica non può essere trattato come un costo aziendale esente. L'Agenzia delle Entrate lo ha chiarito con posizioni costanti.

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Il rimborso della ricarica domestica è tassato

Quando l'azienda rimborsa al dipendente l'energia consumata per caricare l'auto a casa, con la propria wallbox, quel rimborso concorre a formare il reddito del lavoratore e va assoggettato a tassazione. Lo stabilisce la Risposta a interpello n. 421/2023 dell'Agenzia delle Entrate nel qualificare il consumo di energia come rimborso di una spesa del lavoratore, e non come fringe benefit fornito dal datore.

Il motivo è che il fringe dell'auto è già un valore forfettario che copre l'uso del veicolo: il rimborso separato dell'energia è una voce ulteriore, che come rimborso di spese del dipendente rientra nel reddito imponibile. Non è quindi una via per ridurre le tasse sull'auto.

La ricarica a colonnine pubbliche con card aziendale

Diverso è il caso della ricarica fatta alle colonnine pubbliche con una carta intestata alla società, che addebita il costo direttamente all'azienda. In questo caso non c'è un rimborso al dipendente: la spesa è sostenuta dall'azienda, e non costituisce fringe benefit tassato in capo al lavoratore.

È la soluzione più lineare dal punto di vista fiscale: l'azienda fornisce una card per la ricarica pubblica e gestisce direttamente il costo, senza passare da rimborsi che farebbero scattare la tassazione.

Come impostare le regole in azienda

Da qui una scelta pratica. Se si vuole che il dipendente ricarichi a casa, bisogna mettere in conto che l'eventuale rimborso dell'energia è tassato, e regolarlo di conseguenza. Se invece si punta alla ricarica pubblica con card aziendale, o a postazioni installate in azienda, la gestione è più semplice e non genera reddito imponibile aggiuntivo. La scelta va messa nero su bianco nella car policy, insieme alle altre regole d'uso dell'auto.

Domande frequenti su Ricarica e fisco

L'energia per ricaricare l'auto elettrica aziendale è un costo a parte?

No. È già compresa nel fringe benefit forfettario, che si calcola sul costo chilometrico ACI comprensivo di tutte le spese di utilizzo, energia inclusa.

Se l'azienda mi rimborsa la ricarica di casa, pago le tasse?

Sì. Il rimborso della ricarica domestica concorre a formare il reddito ed è tassato, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate nella Risposta a interpello n. 421/2023: il consumo di energia è un rimborso di spese del lavoratore, non un fringe benefit.

E se ricarico a una colonnina pubblica con la card aziendale?

In quel caso la spesa è a carico dell'azienda e non costituisce fringe benefit tassato per il dipendente, perché non è un rimborso di una spesa che hai sostenuto tu.

La ricarica domestica rimborsata riduce il fringe?

No. È un rimborso di una spesa del dipendente, tassato come reddito a sé, e non si sottrae dal valore del fringe dell'auto, che è un forfait separato che copre l'uso del veicolo.

Come conviene gestire la ricarica della flotta?

La via fiscalmente più semplice è la ricarica pubblica con card aziendale o le postazioni in azienda, che non generano reddito imponibile. Il rimborso della ricarica domestica, invece, va tassato: meglio definirlo nella car policy.

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