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L'energia è già compresa nel fringe
Il fringe benefit dell'auto in uso promiscuo è un valore forfettario: si calcola sul costo chilometrico ACI, che comprende già tutte le spese di utilizzo del veicolo, carburante o energia inclusi (art. 51 del TUIR). Questo vale anche per l'elettrica: l'energia per muoverla è considerata dentro quel forfait, non è una voce da aggiungere a parte.
Da qui nasce il nodo: se l'energia è già nel fringe, un rimborso separato della ricarica non può essere trattato come un costo aziendale esente. L'Agenzia delle Entrate lo ha chiarito con posizioni costanti.
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Richiedi preventivo gratuito →Il rimborso della ricarica domestica è tassato
Quando l'azienda rimborsa al dipendente l'energia consumata per caricare l'auto a casa, con la propria wallbox, quel rimborso concorre a formare il reddito del lavoratore e va assoggettato a tassazione. Non rientra tra i fringe benefit erogati dall'azienda, ma è un rimborso di una spesa sostenuta dal dipendente, e come tale è tassato (Agenzia delle Entrate, Risposta a interpello n. 421/2023, confermata dalla Risposta n. 237/2025).
La stessa Agenzia ha precisato che le somme eventualmente pagate dal dipendente per la ricarica privata si trattengono dal netto e non abbattono il valore del fringe. In altre parole: la ricarica domestica rimborsata non è un modo per ridurre le tasse sull'auto.
La ricarica a colonnine pubbliche con card aziendale
Diverso è il caso della ricarica fatta alle colonnine pubbliche con una carta intestata alla società, che addebita il costo direttamente all'azienda. In questo caso non c'è un rimborso al dipendente: la spesa è sostenuta dall'azienda, e non costituisce fringe benefit tassato in capo al lavoratore.
È la soluzione più lineare dal punto di vista fiscale: l'azienda fornisce una card per la ricarica pubblica e gestisce direttamente il costo, senza passare da rimborsi che farebbero scattare la tassazione.
Come impostare le regole in azienda
Da qui una scelta pratica. Se si vuole che il dipendente ricarichi a casa, bisogna mettere in conto che l'eventuale rimborso dell'energia è tassato, e regolarlo di conseguenza. Se invece si punta alla ricarica pubblica con card aziendale, o a postazioni installate in azienda, la gestione è più semplice e non genera reddito imponibile aggiuntivo. La scelta va messa nero su bianco nella car policy, insieme alle altre regole d'uso dell'auto.