L'energia è già compresa nel fringe
Quando un'auto della società serve anche per il privato, l'art. 51 del TUIR tassa un importo forfettario, ricavato dalla tariffa al chilometro che ACI stima per ogni modello. Quella tariffa somma tutte le spese di esercizio, e per un'auto a batteria tra queste c'è la corrente: non è una voce da aggiungere a parte, né da scorporare. Il passaggio dalla tabella all'importo lo trovi svolto su quattro modelli in come si calcola il fringe benefit nel 2026.
Da qui nasce il nodo. Se l'energia è già dentro il forfait, una somma pagata in più per la stessa energia non può viaggiare esente.
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Calcola il tuo canone →Il rimborso della ricarica domestica è tassato
Quando la società restituisce al lavoratore la corrente prelevata dal contatore di casa, quella somma concorre a formare il reddito e va tassata. Il documento di riferimento è l'interpello n. 421 del 2023: lì l'Agenzia scrive che il consumo di energia non rientra tra i beni forniti dal datore di lavoro, ma è un rimborso di spese sostenute dal dipendente, e come tale reddito imponibile.
In pratica il rimborso non riduce il valore dell'auto e non lo sostituisce: si somma a esso. Non è quindi una strada per alleggerire le tasse sull'auto, anzi le aumenta.
Quanto vale, in euro, un rimborso della presa di casa
Un esempio con numeri reali: un SUV compatto elettrico che consuma 17 kWh ogni 100 km, ricaricato sempre in garage, con la corrente pagata 43,43 c€/kWh imposte incluse, la tariffa ARERA dell'ultimo trimestre 2026.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Chilometri fatti caricando solo a casa | 15.000 |
| Energia prelevata dalla presa (17 kWh ogni 100 km) | 2.550 kWh |
| Rimborso al prezzo ARERA di ottobre-dicembre 2026 | 1.107 € |
| IRPEF che ci paga sopra chi è al 33% | 365 € |
| IRPEF che ci paga sopra chi è al 43% | 476 € |
Sono imposte che il dipendente paga solo perché il rimborso passa da lui. Con una tariffa domestica più bassa le cifre calano in proporzione; addizionali regionali e comunali restano fuori dal conto.
La ricarica a colonnine pubbliche con card aziendale
Il caso opposto è la carta di ricarica intestata all'impresa, con cui il gestore della rete addebita le sessioni direttamente alla società. Il lavoratore non anticipa e non riceve nulla: manca il rimborso che la Risposta 421/2023 considera reddito, e l'energia resta coperta dal forfait. Per questo la card non genera imponibile aggiuntivo; è una conseguenza diretta del principio, non un caso trattato a parte nell'interpello.
Sotto il profilo fiscale è la soluzione più lineare: un solo fornitore, fatture all'azienda, nessuna somma da far transitare in busta.
Come impostare le regole in azienda
Se vuoi che il collaboratore ricarichi in garage, metti in conto che l'eventuale rimborso finisce in busta come reddito e decidi prima chi lo paga. Se punti sulla card per le colonnine o su prese installate in sede, la gestione è più semplice e il cedolino non cambia. In tutti i casi, la scelta va scritta nella car policy prima della consegna, accanto alle altre regole d'uso; i costi complessivi di una flotta a batteria sono nella pagina sul noleggio di elettriche per aziende.