Aggiornato al 12/09/2026 · di Giovanni Lifavi

Auto elettrica aziendale: perché il fringe al 10% cambia i conti

L'auto elettrica aziendale ha un vantaggio fiscale netto sul dipendente: il fringe benefit si calcola al 10% del valore convenzionale, contro il 50% di un'auto a benzina o diesel. A parità di modello, chi guida un'elettrica viene tassato su un quinto dell'importo. È la conseguenza della regola per alimentazione introdotta dal 2025 (art. 51 TUIR, come modificato dalla L. 207/2024). Vediamo quanto pesa davvero e perché conviene a entrambe le parti. Dati aggiornati al 12 settembre 2026.

Risposta rapida

L'auto elettrica aziendale in uso promiscuo ha il fringe benefit al 10% del valore convenzionale, contro il 50% delle auto termiche e il 20% delle ibride plug-in (L. 207/2024). Il dipendente è tassato su un quinto del valore; per l'azienda, se assegnata al dipendente, la deducibilità resta al 70%.

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Quanto fa il fringe di un'auto elettrica?

Dal 1° gennaio 2025 la percentuale del fringe dipende dall'alimentazione: 10% per le elettriche a batteria, 20% per le ibride plug-in, 50% per tutte le altre. Il calcolo parte sempre dal costo chilometrico ACI del modello moltiplicato per 15.000 km; su quella base si applica la percentuale. Per un'elettrica si prende quindi il 10%.

Su un'elettrica a catalogo, per esempio una Fiat 500 elettrica:

Fringe benefit FIAT 500 BERLINA 42KWH ELETTRICA: costo chilometrico ACI 0,3927 €/km × 15.000 km = 5.890,50 €/anno di valore convenzionale.

Regime vigente (dal 2025), quota 10% per veicolo elettrico (BEV): 589,05 €/anno imponibile. Fonte: tabelle ACI 2026, GU 297/2025 SO 40

Colonne pubblicate (regime transitorio, solo ordini entro 31/12/2024 e consegne entro 30/06/2025): 10% = 589,05 € · 25% = 1.472,63 € · 30% = 1.767,15 €.

In pratica, se su un'auto termica di segmento simile il valore imponibile annuo è intorno ai 3.000 euro, su un'elettrica scende a poche centinaia. Il procedimento completo, passo per passo, è nella guida al calcolo del fringe dedicata.

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Quanto risparmia il dipendente

Il fringe è reddito imponibile: ci si pagano IRPEF, addizionali e contributi. Se l'imponibile scende da 3.000 a 600 euro, scende in proporzione anche quanto il dipendente perde in busta paga. Con un'aliquota del 35%, il costo netto passa da circa 1.290 euro l'anno a circa 260. Il metodo di calcolo del netto è nella guida sul costo in busta paga dedicata.

È la ragione per cui, dal lato del dipendente, l'elettrica aziendale conviene quasi sempre: stesso uso dell'auto, una frazione della tassazione.

E per l'azienda? La deducibilità resta al 70%

La percentuale di deducibilità non dipende dall'alimentazione ma dall'uso: un'elettrica assegnata in uso promiscuo al dipendente si deduce al 70% senza tetto, come una termica negli stessi panni (art. 164 del TUIR). Il vantaggio dell'elettrica, per l'azienda, non sta quindi nella percentuale di deduzione, ma nel pacchetto complessivo: fringe più basso per il dipendente, costi di gestione ridotti, accesso alle città senza limiti ambientali. Il quadro della deducibilità per figura è nella guida dedicata all'argomento.

Quando l'elettrica conviene di più

Il vantaggio si massimizza quando l'auto viene usata davvero: chi percorre molti chilometri urbani, chi gira in città soggette a blocchi del traffico, chi tiene l'auto diversi anni. Per un uso sporadico il risparmio fiscale resta, ma pesano di più i tempi di ricarica e l'autonomia. La convenienza non è mai solo fiscale: dipende da come e dove si guida.

Domande frequenti su Elettrica aziendale fringe

Quanto è il fringe benefit di un'auto elettrica aziendale?

Il 10% del valore convenzionale (costo chilometrico ACI per 15.000 km), contro il 50% delle auto termiche e il 20% delle ibride plug-in. È un quinto rispetto a un'auto a benzina o diesel.

L'azienda deduce di più con un'elettrica?

No: la deducibilità dipende dall'uso, non dall'alimentazione. Un'elettrica in uso promiscuo al dipendente si deduce al 70% senza tetto, come una termica nella stessa situazione.

Il fringe al 10% vale anche per le ibride?

Solo per le ibride plug-in (PHEV), al 20%. Le ibride non ricaricabili rientrano tra le altre motorizzazioni, al 50%. Il 10% è riservato alle elettriche a batteria.

Cambia qualcosa per l'elettrica con il Decreto Omnibus?

Sì: anche sull'elettrica, oltre i cinque anni dalla prima immatricolazione, il fringe sale del 50%, ma calcolato sul valore già ridotto del 10%, quindi in cifra assoluta pesa poco.

Conviene l'elettrica a un dipendente che fa pochi chilometri?

Dal lato fiscale sì, perché il fringe è comunque un quinto. Ma con pochi chilometri il vantaggio d'uso è minore: la scelta va pesata anche su ricarica e autonomia.

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