La lunghezza di carico prima di tutto
Chi monta serramenti ragiona in metri lineari, non in metri cubi. Un'anta scorrevole, una portafinestra a due o tre battenti, un cassonetto per tapparella lungo, le barre di profilo in alluminio o PVC che arrivano dal magazzino in stecche da 6 metri: sono carichi che vogliono spazio in lunghezza, e se li pieghi o li appoggi male ti si rigano i vetri e si ammaccano i profili. Un danno su un infisso già tagliato a misura significa rifare il pezzo e tornare in cantiere.
Per questo il serramentista sceglie quasi sempre un furgone lungo: un Fiat Ducato L3, un Mercedes Sprinter, un Ford Transit L3, un Peugeot Boxer nella versione lunga. Il vano utile arriva a 3,4-4,0 metri di lunghezza, e con la botola nella paratia o il gancio di carico passante ci infili le barre più lunghe che sporgono oltre i sedili. Chi lavora su misure standard e residenziale si tiene su un L2, più maneggevole in città.
Dentro il furgone servono rastrelliere verticali imbottite per tenere gli infissi in piedi e separati, cinghie, e spesso un portapacchi sul tetto per i cassonetti e le barre che non stanno dentro. Chi porta grandi facciate o scorrevoli monumentali aggiunge un rimorchio o un carrello portavetri: anche il rimorchio, se strumentale all'attività, segue la logica del bene d'impresa.
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Al 100%: canone e IVA deducibili per intero, senza il tetto di 3.615,20 € che frena le auto, ferme al 20% con IVA al 40%.
Il furgone lungo del serramentista, immatricolato autocarro N1 e usato per il lavoro, è un bene strumentale: non ricade nei limiti dell'art. 164 del TUIR pensati per le automobili. Significa canone deducibile al 100% e IVA detraibile al 100%, senza il tetto di 3.615,20 € e senza spacchettare la quota locazione dalla quota servizi.
L'auto in partita IVA, invece, si ferma al 20% con quel tetto e detrae l'IVA solo al 40%. La differenza non è marginale: è la ragione per cui, quando l'attività ha bisogno di un mezzo commerciale come qui, l'auto è la scelta fiscale peggiore.
Il noleggio lungo termine drivo.rent sul furgone lungo ha un vantaggio pratico specifico: mezzi da 3,5 tonnellate con vani ampi hanno manutenzione, gomme e assicurazione più care di un'auto, e nel canone è tutto compreso, con IVA scaricata al 100% se sei in ordinario. Niente sorprese sul cash flow del cantiere.
Meglio l'auto o il furgone lungo a parità di canone?
Il furgone lungo: a parità di canone recupera diverse volte quello che recupera l'auto, perché deduce al 100% mentre l'auto è ingabbiata dal tetto al 20%. Un furgone nel catalogo drivo.rent parte da 263 €+IVA al mese.
Prendi un serramentista ditta individuale in regime ordinario, con un furgone lungo L3 e un'auto di pari canone nella stessa partita IVA. La norma li tratta all'opposto.
| Voce | Auto in P.IVA | Furgone L3 N1 |
|---|---|---|
| Quota canone deducibile | 20%, con tetto 3.615,20 € l'anno (max 723,04 € deducibili sulla quota locazione) | 100%, nessun tetto |
| IVA detraibile | 40% | 100% |
| Base IRAP (se soggetto) | abbattuta solo per la quota deducibile | abbattuta per intero |
Il furgone recupera diverse volte quello che recupera l'auto, e più il canone sale (i furgoni lunghi non sono economici) più la forbice si allarga, perché l'auto è ingabbiata dal tetto e il furgone no. Sul canone e sull'aliquota marginale che ti riguardano il vantaggio è netto, e con reddito nello scaglione al 43% cresce ancora.
Falsi autocarri: attenzione al mezzo sbagliato
Il 100% vale per l'autocarro genuino. Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 6 dicembre 2006 riqualifica ad autovettura certi veicoli immatricolati N1, che così ricadono nei limiti del 20% con tetto delle auto.
Per il serramentista il rischio è quasi nullo: Ducato, Sprinter, Boxer e Transit in versione furgone lungo nascono cargo. L'errore possibile è prendere un doppia-cabina "perché ci sto anche con la squadra": in quel caso il fisco può trattarlo da auto e perdi il 100%. Se ti serve trasportare più operai, meglio un furgone a cabina profonda omologato correttamente, oppure due mezzi. Come sempre, controllo della carta di circolazione col commercialista prima di firmare. Per il recupero dell'imposta sul mezzo vedi la detrazione IVA sul NLT.
Cosa succede se scegli comunque un'auto?
Scattano i limiti pieni dell'auto: il tetto di 3.615,20 € sulla sola quota locazione morde presto e blocca la deduzione di quella parte a 723,04 €.
Alcuni serramentisti tengono il furgone per le consegne e vogliono un'auto in P.IVA per i sopralluoghi, i rilievi delle misure e il giro dai clienti. Sull'auto scattano i limiti pieni, e il tetto di 3.615,20 €, che è sulla sola quota locazione, non sul canone intero, morde presto.
Il meccanismo è questo: finché la quota locazione annua resta sotto il tetto deduci il 20% di quella parte; quando la rata sale e la supera, la deduzione sulla locazione si inchioda al massimo di 723,04 € e non cresce più, mentre il costo continua a salire. La quota servizi resta al 20% senza tetto, l'IVA comunque al 40%. Il furgone non ha questo tetto: deduce il canone intero qualunque sia la rata. Se puoi tenere un mezzo solo, che sia commerciale. Un'auto in P.IVA per i rilievi si giustifica solo con molti km di sopralluogo, e comunque con la deduzione ingabbiata dal tetto.
Forfettario o ordinario: dove il 100% conta davvero
Buona parte dei serramentisti piccoli o appena avviati è in regime forfettario. Qui il discorso cambia radicalmente: il canone del furgone non abbatte l'imposta sostitutiva e l'IVA non si detrae, perché il reddito si calcola sul coefficiente di redditività (67% per installazione e costruzioni) e sei in esonero IVA.
- Forfettario: il furgone a noleggio con drivo.rent serve per la liquidità, i costi certi e non immobilizzare capitale nel mezzo. Nessuna deduzione, nessuna IVA a scaricare. Chi ti dice che "col forfettario scarichi il furgone" sbaglia.
- Ordinario (ditta individuale, SNC, SRL): qui il 100% lavora per intero, come nelle simulazioni sopra. Furgone L3, canone e IVA interi tra i costi, tetto assente.
Se sei in ordinario e iscritto alla gestione artigiani INPS, il canone deducibile abbassa il reddito d'impresa e, di riflesso, la parte di contributi che eccede il minimale. Con autonoma organizzazione e IRAP al 3,9% la deduzione abbatte anche quella. Sono effetti secondari, ma su un serramentista strutturato non trascurabili. Per orientarti tra i due regimi confronta forfettario e ordinario.
Il ragionamento sul furgone strumentale vale per tutti gli edili: vedi ad esempio il noleggio per imbianchini.
Consigli operativi per il serramentista
- Misura il carico più lungo che porti abitualmente: se sono barre da 6 metri, un furgone da 3,4 m di vano non basta senza portapacchi o botola passante. Meglio dimensionare sul carico reale che ritrovarsi a sporgere ogni giorno con i profili fuori dal portellone.
- Allestimento interno: rastrelliere verticali imbottite, tappeti antiscivolo, cinghie a cricchetto, protezioni sui montanti. Tiene fermi gli infissi ed evita rotture in viaggio, che sono la voce di danno più cara per chi trasporta vetro.
- Portapacchi e rimorchio: per barre lunghe e cassonetti il tetto è indispensabile; per grandi facciate valuta un rimorchio o carrello portavetri. Sul mezzo strumentale l'allestimento segue la stessa deduzione.
- Km reali: il serramentista che lavora in zona sta sui 15-20k km/anno; chi copre più province con consegne e montaggi arriva a 25-30k. Dichiara km onesti: sforare comporta un costo per km eccedente definito nel contratto.
- Diesel: per pesi, lunghezze e km resta il più sensato sul furgone lungo. L'elettrico su un L3 pieno di infissi perde troppa autonomia per essere pratico oggi, salvo consegne cittadine a corto raggio con base fissa dove ricaricare.